Ascoli Piceno – La guida turistica
Ascoli Piceno, da nord, è l’ultima provincia delle Marche, posta quasi a confine con l’Abruzzo, ed il suo territorio è contornato da due aree naturali protette: il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud ed il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a nord-ovest.
Le fondamenta storiche della città risalgono all’epoca neolitica. Nel medioevo subì la decadenza economica ad opera dei Barbari e venne trascinata in più occasioni nella guerra tra guelfi e ghibellini. Per due secoli fu sottomessa al Ducato di Spoleto e successivamente ai Franchi. Nel 1183 divenne libero comune ma conobbe subito dopo il saccheggio ad opera di Federico I. Venne annessa al regno d’Italia nel 1860.
Degne di nota sono le vicende della resistenza ascolana nel settembre 1943 contro l’occupazione tedesca, grazie alle quali la città è stata insignita nel 2001 con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per attività partigiana.
Una parte del territorio della provincia ascolana è stato per oltre un secolo rivendicato dalla vicina e rivale Fermo, la quale ha perso il capoluogo a seguito dell’Unità d’Italia. Solo nel 2009 è stata di nuovo istituita come tale.
Ascoli Piceno è una delle città monumentali d’Italia: il suo centro storico è interamente costruito in travertino visibile nella rinascimentale piazza del Popolo dove si trovano alcuni degli edifici più importanti tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico Caffè Meletti e la Chiesa di San Francesco.
La piazza più antica di Ascoli è la piazza Arringo, dove si trova il medioevale battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Sant’Emidio che racchiude all’interno la cripta anch’essa dedicata al santo patrono. Si trova inoltre il palazzo Vescovile, il palazzo dell’Arengo e alcuni uffici comunali.
Di impronta medioevale non solo solo le piazze ma anche le strade ed i vicoli come via Pretoriana, via di Solestà, via delle Stelle, via Soderini, via del Trivio e corso Mazzini.
Tra i numerosi monumenti da visitare sono da ricordare: il ponte romano di Solestà, le rovine del teatro romano, le grotte dell’Annunziata risalenti anch’esse al periodo romano, la Fortezza Pia , il Forte Malatesta, il Palazzetto Longobardo con la torre degli Ercolani. Questa torre è una delle poche superstiti tra le decine che dovevano esserci state nel periodo medioevali in ricordo delle quali Ascoli ha preso il nome di Città delle cento torri.
Numerose sono le Chiese consacrate e sconsacrate.
Tra le consacrate ricordiamo la cattedrale di Sant’Emidio, Duomo della città, famosa anche per la sua cripta dedicata al Santo, il battistero di San Giovanni di fattura romanica, la Chiesa di San Francesco considerata una delle migliori opere italiane di architettura francescana, nonché l’edificio religioso francescano più rappresentativo della regione Marche, la Chiesa di San Gregorio Magno costruita per trasformare un centro di culto pagano in un luogo di culto cristiano, la Chiesa di San Tommaso Apostolo anch’essa romanica, la Chiesa di San Vittore, la Chiesa di Santa Maria delle Donne, edificata all’inizio del XIII secolo fuori dalle mura cittadine, Chiesa della Madonna di Ponte, una delle Chiese più piccole della città.
Numerosi sono anche i ponti che si trovano ad Ascoli, tutti con la loro storia. Il Ponte Romano di Solestà, costruito durante l’età augustea è noto come uno dei ponti più rappresentativi della tecnica e della civiltà romana poiché ha conservato integralmente le sue caratteristiche di costruzione, il Ponte di Cecco di epoca romana. La tradizione popolare narra che il poeta e astrologo ascolano Cecco d’Ascoli lo avrebbe fatto realizzare in una sola notte. Il Ponte Maggiore, con le sue arcate che attraversano il torrente Castellano collegando il centro storico al quartiere di porta Maggiore. Il Ponte Tufillo, il ponte medioevale più antico di Ascoli, il Ponte Nuovo, progettato e costruito negli anni tra il 1909 ed il 1911. Dal suo parapetto di destra si scorge il punto di confluenza di due dei tre corsi d’acqua che attraversano la città: il fiume Tronto ed il torrente Castellano.
Oltre che un piccolo museo all’aria aperta e una rievocazione continua storica, Ascoli Piceno è anche molto attiva culturalmente: teatri, musei, esposizioni, feste ecc. Famoso è il Cernevale di Ascoli originale ed interessante per il suo carattere goliardico e popolare che coinvolge la partecipazione dei cittadini, mascherati sia in gruppi che in carri la domenica ed il martedì grasso.
Enogastronomia di Ascoli Piceno
Come in tutto il territorio marchigiano, la cucina è un’importante caratteristica della città. Il piatti che maggiormente rappresentano la cucina e la gastronomia locale sono le olive all’ascolana ed il Fritto all’ascolana ed entrambi devono il loro nome alla città. Le olive verdi tenere, dopo essere state denocciolate e riempite con un morbido composto a base di carne mista vengono impanate e fritte. Il fritto all’ascolana è una pietanza che si compone di costolette di agnello, carciofi, olive ascolane e crema fritta (cremini).
Un’altra specialità territoriale, legata alla tradizione, è l’oliva in salamoia. Si tratta di olive verdi tenere ascolane che, dopo la raccolta, sono messe in salamoia con acqua, sale ed erbe selvatiche, tra cui il finocchietto, seguendo la ricetta di un monaco del XVI secolo che si occupava della conservazione dei cibi nel convento dei Benedettini. La varietà dell’oliva ascolana del Piceno è sempre stata nota anche nell’antichità. La particolarità di questa pianta è di essere coltivabile, per il facile attecchimento, in poche zone del territorio ascolano che si distinguono per peculiari caratteristiche del terreno. Il suo frutto, utilizzato per la preparazione delle olive ripiene, si distingue per avere un nocciolo piccolo ricoperto da una parte polposa e tenera.
Tutta la zona dell’ascolano è nota per la produzione di vino cotto, ottenuto dalla concentrazione del mosto mediante cottura.
Tra fine aprile ed inizio maggio si svolge una importante manifestazione gastronomica con la presenza di stands provenienti dalle regioni d’Italia e da molti paesi del mondo, che permette di degustare molti dei tipi di fritti italiani e non solo, tra cui la locale oliva fritta all’ascolana.
Dove Dormire ad Ascoli
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